In questo intervento trilingue a EuroVisioni, Roberto Viola, Direttore Generale della DG CONNECT, delinea la visione strategica della Commissione Europea per l’industria audiovisiva. Iniziando con l’Intelligenza Artificiale, egli evidenzia i benefici per la produzione, sottolineando al contempo il ruolo dell’AI Act nella gestione di rischi quali i deepfake e la violazione del copyright, attraverso obblighi di trasparenza e un nuovo codice di condotta firmato dai principali attori globali. Passando all’italiano, Viola discute del servizio pubblico, sottolineando come il Media Freedom Act (EMFA) tuteli ora per legge la sua indipendenza e la stabilità dei finanziamenti, aspetti cruciali per l’ecosistema informativo europeo. Egli sostiene che il servizio pubblico debba modernizzarsi attraverso le piattaforme digitali e l’IA per rimanere rilevante per un pubblico che fruisce sempre più delle notizie tramite i social media. Inoltre, l’intervento affronta il tema della misurazione dell’audience, ambito in cui l’EMFA introduce standard di trasparenza per correggere gli squilibri di mercato causati dalle grandi piattaforme internet. Infine, parlando in francese, Viola presenta “Agora EU”, un programma di finanziamento globale che include una dotazione “Media Plus” di 3 miliardi di euro, e auspica una modernizzazione della Direttiva sui Servizi di Media Audiovisivi per garantire che l’Europa rimanga un riferimento mondiale in termini di creatività, diversità culturale e democrazia.
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Il Servizio Pubblico nell’era del Media Freedom Act
Permettetemi di parlare dell’altro tema che sarà al centro delle vostre riflessioni, che è il servizio pubblico, e sarà il tema del secondo panel.
Io credo che nella realtà in cui viviamo, siamo tutti consapevoli che il servizio pubblico presta uno dei dei valori importanti, dei mezzi importanti per proteggere l’ecosistema informativo europeo. È una caratteristica peculiare dell’Europa, è una caratteristica che l’Europa vuole mantenere. E credo che sia nell’interesse generale, se n’è parlato da tanti anni, che le fonti di informazione di servizio pubblico siano affidabili, che i cittadini abbiano a disposizione un servizio pubblico che viene finanziato in gran parte in Europa, in toto con fondi pubblici, in qualche parte d’Europa, come in Italia, in parte, ha comunque ha un forte contributo pubblico, ecco, che renda questo questo questo investimento che i cittadini fanno nel servizio pubblico in termini di obiettività, trasparenza e qualità.
La difesa di un servizio pubblico forte, indipendente e finanziariamente stabile è sempre stata al centro dei dibattiti di EuroVisioni, delle discussioni in in tanti Stati membri. E credo nell’aspirazione di tutti noi che lavoriamo da tempo nella regolamentazione o nel settore dell’audiovisivo. Ecco, queste aspirazioni adesso sono diventate legge europea. Quindi c’è adesso una grande differenza fra un dibattito e l’applicazione della legge.
L’articolo 5 del Media Freedom Act è una disposizione innovativa che introduce per la prima volta a livello europeo una serie di norme che sono mirate a salvaguardare il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico. Quindi il tutto il settore del servizio pubblico in Europa adesso è soggetto allo stesso tipo di normativa. Le norme riguardano aspetti chiave: l’aspetto della stabilità del finanziamento e del come garantire l’indipendenza del servizio pubblico a partire dalle dalle nomine e dei meccanismi di nomina dei vertici del servizio pubblico e la stabilità della governance del servizio pubblico.
Noi in questo momento siamo impegnati a monitorare i progressi che stanno facendo gli Stati membri nell’applicare il Media Freedom Act. Devo dire sia per quanto riguarda le autorità francesi che le autorità italiane c’è una una collaborazione efficace, fattiva e speriamo che presto tutti gli Stati membri si allineino alle alle norme del del Media Freedom Act, perché come ho detto, dalla dal principio che tutti accettiamo e e vogliamo, siamo passati adesso a un obbligo normativo e quindi sarà dovere della Commissione verificare che questo obbligo normativo trovi la giusta collocazione nel diritto nazionale.
L’altro aspetto importante del servizio pubblico è che il servizio pubblico deve essere al passo coi tempi. La digitalizzazione e adesso l’avvento della intelligenza artificiale cambia radicalmente il modo di comunicare, di poter ottenere informazioni, o il modo in cui le persone cercano di ottenere, fra virgolette, la la verità televisiva. Nel nostro Media Industry Outlook Report di quest’anno, più di abbiamo mostrato che più del 40% degli europei consuma e ottiene notizie attraverso i social media. E secondo il Reuters Digital News, il 70% degli italiani ottengono le notizie tramite internet. È evidente che il servizio pubblico è tale nel mondo moderno se è presente su questi media. Una presenza che deve essere efficace, deve essere basata sulle nuove tecnologie e deve essere anche ispirata, orientata a principi di buon funzionamento sul piano economico. Per cui fondamentali sono le norme del EMFA che garantiscono la stabilità del finanziamento del servizio pubblico. Fondamentali anche sono le misure che rendono il servizio pubblico forte e autonomo nelle scelte che riguardano le nuove tecnologie e un rigore che ci deve essere nel gestire l’azienda servizio pubblico.
Importante in questo contesto, in un contesto in cui la tecnologia è complicata e costosa, che i servizi europei pubblici collaborino insieme. Non ha senso replicare le piattaforme internet, non ha senso duplicare i costi di acquisizione contenuti, e oltretutto, permettetemi di dire, i contenuti così ricchi del servizio pubblico francese, italiano, spagnolo, con le tecnologie moderne dell’intelligenza artificiale possono essere tradotti immediatamente in tutte le lingue europee. E io credo che per un cittadino europeo che visita Parigi o Roma, la prima cosa forse è ricevere dei piccoli clip dai telegiornali, dal dal dai contenuti locali, nella nella propria lingua.
Noi abbiamo lanciato questa questa idea nella nella strategia complessiva che abbiamo nell’applicazione dell’intelligenza artificiale a tutti i settori, si chiama Apply AI. E uno delle delle cose che vogliamo fare e finanziare è appunto questa queste piattaforme che permettono la fruizione dei contenuti del servizio pubblico, ma anche delle televisioni commerciali in tempo reale, in tutte le lingue europee, in tutte le lingue, scusate, in tutte le lingue europee.
Trasparenza e Standard nella Misurazione dell’Audience
Permettetemi anche di commentare l’altro aspetto della giornata che caratterizzerà i lavori della giornata che è l’aspetto della misurazione dell’audience. La misurazione dell’audience è un tema complesso, è un tema che è diventato ancora più complesso con l’arrivo delle grandi piattaforme internet e che hanno un po’ disintermediato e cambiato lo scenario di gioco per quanto riguarda la misurazione dell’audience. Anche qui per la prima volta l’European Media Freedom Act, l’EMFA, prevede una serie di misure che sono volte a promuovere specifici standard per la misurazione dell’audience. E questo io credo che è una novità che spero il settore, tutti i settori audiovisivi salutino con con gioia, perché obiettivamente c’è uno sbilanciamento forte fra la potenza economica, commerciale delle grandi piattaforme e quello che il il settore audiovisivo può fare. Quindi questo ribilanciamento che fa l’EMFA, che dà voce a tutti a tutti i portatori di interessi nella nella misurazione dell’audience, io credo sarà molto importante. E e l’EMFA prevede prima di tutto una serie di misure sulla trasparenza, secondo una partecipazione di tutti gli attori del settore a definire quelli che sono gli standard e delle linee guida dalla Commissione che assolutamente vogliamo adottare e vogliamo adottare avendo ascoltato con attenzione quello che, per esempio, il settore audiovisivo ci dirà oggi e in in tutti gli incontri e le contribuzioni che che otterremo al settore audiovisivo nei nei mesi successivi.
L’articolo 24 del del regolamento sui media del Media Freedom Act impone a tutti i fornitori dei sistemi di misurazione dell’audience di garantire che i loro sistemi e la loro metodologia utilizzata rispettino principi di trasparenza, imparzialità, inclusività, proporzionalità, non discriminazione, comparabilità e verificabilità. Queste non sono parole, devono essere accompagnate con fatti e noi saremo molto attenti che questi fatti avvengano.
Come dicevo, le le pratiche di mercato sulla misurazione dell’audience si sono sedimentate negli anni, si sono stabilizzati, stabilizzate, ma gli i grandi fornitori di contenuti, le grandi piattaforme, hanno un po’ cambiato il campo di gioco. Hanno introdotto i loro sistemi di misuramento, di misurazione, chiedo scusa, e hanno un pochino anche cambiato quali sono le regole secondo le quali gli attori che poi in un certo [certo] senso subiscono questi questi sistemi, possono interloquire, possono verificare. E e chiaramente questo sbilanciamento di forze in campo non è nell’interesse del pluralismo e della di una competizione equa all’interno del mercato europeo.
Per questo il Digital Market Act, che si può si occupa esattamente di riequilibrare le forze in campo, è particolarmente attento alla questione della trasparenza, equità ed efficacia della misurazione dell’audience e impone alle piattaforme online di grandi dimensioni, quelle che nel Digital Market Act si chiamano gatekeeper, di fornire agli inserzionisti, agli editori dei dati trasparenti e in tempo reale sulle prestazioni dei sistemi di misurazione dell’audience. E il nostro obiettivo è evidente, è quello di rompere questa scatola nera delle metriche gestite da piattaforme e consentire una verifica indipendente del del reach e dell’engagement che che avviene attraverso le varie campagne, i vari canali, i vari sistemi che queste grandi piattaforme offrono ai loro clienti.
Quindi il il lavoro sui sistemi di misurazione dell’audience è al centro di quello che sta facendo la Commissione Europea e chiaramente il successo sarà un successo collettivo se tutti gli attori del settore, come io credo, contribuiranno con i loro contributi, con con le loro osservazioni a questo lavoro che stiamo facendo.
