I social media europei come piattaforme affidabili per la democrazia


Alla vigilia del Consiglio Europeo di fine marzo, il gruppo dei promotori delle TEPs (Trusted European Platforms) ha pubblicato un appello ai governi ed a tutti gli stakeholders per accelerare il processo di lancio di questi nuovi strumenti per un ecosistema Internet più sicuro. L´appello è stato pubblicato su diversi giornali europei e consegnato alle istituzioni europee ed ai governi del 27 paesi.

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La fiducia e la sovranità sono essenziali per il futuro dell’Europa: tuttavia, entrambe sono esposte a minacce digitali senza precedenti. Le influenze esterne, sempre più forti, mettono ora direttamente in discussione le nostre democrazie. Di conseguenza, l’Europa deve andare oltre il semplice tentativo di regolamentare le piattaforme esistenti e sostenere lo sviluppo di «piattaforme europee affidabili» (TEP). Ciò significa potenziare le alternative europee esistenti a reti dannose come X/Twitter e TikTok e costruire nuove piattaforme radicate nell’infrastruttura e nei valori europei. Il “Democracy Shield” proposto lo scorso novembre deve andare oltre l’applicazione delle norme e i sussidi per la verifica dei fatti e consentire un’innovazione europea che soddisfi le richieste del mercato.

Al vertice informale dell’UE del 12 febbraio, i leader dell’UE hanno discusso della sovranità digitale come priorità fondamentale. Attualmente, gli oligopoli statunitensi e cinesi dominano la maggior parte dei segmenti dei social media. Mentre si preparano per il Consiglio europeo formale del 19/20 marzo, con richieste alla Commissione, è giunto il momento di trasformare le buone intenzioni in azioni concrete.

Noi, i firmatari, rappresentiamo tre gruppi distinti: nuove piattaforme specializzate, emittenti che si stanno espandendo nei social media e diverse organizzazioni di supporto.

Un quadro politico intelligente

Per costruire un mercato digitale europeo affidabile, sono necessari almeno tre pilastri:

Applicazione intelligente: le leggi dell’UE come il DSA, il DMA, l’EMFA e l’AI Act devono essere applicate rigorosamente. Gli obblighi devono variare in base alle dimensioni della piattaforma per proteggere le PMI del settore dei media. Al di là dei contenziosi e delle multe, abbiamo bisogno di una strategia industriale che si sviluppi attraverso gare d’appalto, campagne di sensibilizzazione e finanziamenti per l’innovazione e le infrastrutture tecniche.

Soft law per le piattaforme europee affidabili: l’Europa deve evitare lunghe battaglie legislative. Le piattaforme europee affidabili possono invece essere definite da standard volontari basati sui principi dell’UE in materia di proprietà, governance e fiducia. Valutatori indipendenti esaminerebbero regolarmente le piattaforme certificate e ne verificherebbero la conformità. Il marchio di “fiducia” rimane aperto alle piattaforme non europee che aderiscono volontariamente a questi standard.

Finanziamento di mercato: Venture Capital, media, pubblicità, canone: le piattaforme europee richiedono un modello basato sul mercato con un sostegno pubblico limitato. La pubblicità sui social media in Europa raggiunge i 49 miliardi di euro e cresce di circa il 6% ogni anno. Il mercato è redditizio e oligopolistico, e richiede nuovi concorrenti. Nuove piattaforme affidabili possono guadagnare quote di mercato e contribuire a demonetizzare la disinformazione. Le partnership con i media possono includere accordi di partecipazione azionaria e micropagamenti per l’accesso agli articoli. La scalabilità richiede imprenditori, capitale di rischio e fondi sovrani.

Etichettatura delle TEP: “Trusted European Platforms”

Le piattaforme europee hanno bisogno di un sistema pubblicitario basato sulla fiducia per competere con i giganti globali. Un’etichettatura coerente è uno strumento. L’etichetta “Trusted European Platforms” (TEP) viene co-costruita attorno a criteri chiari.

Quattro criteri definiscono la dimensione “europea” e impediscono la presenza di falsi attori sovrani, come si è visto nel dibattito sul cloud. Questi includono proprietà e sovranità, gestione e controllo con sede nell’UE, una reale presenza europea in diverse lingue e paesi dell’UE e dimensioni credibili della piattaforma. Le misure di salvaguardia devono inoltre impedire acquisizioni da parte di attori extra-UE.

Quattro criteri definiscono le piattaforme affidabili, comprese quelle non europee. Le piattaforme devono rispettare il diritto dell’UE e la tutela dei diritti, evitando il micro-profiling, la raccolta eccessiva di dati e i bot non dichiarati. Esse richiedono modelli di business trasparenti e sostenibili o finanziamenti pubblici. Gli indicatori di affidabilità dovrebbero riflettersi negli algoritmi, distinti dalla censura. Sosteniamo un ecosistema digitale europeo in cui le piattaforme possano collaborare e, nella misura massima possibile, interoperare a beneficio degli utenti e della società.

Lancio delle piattaforme europee affidabili: invito all’azione

L’UE non ha bisogno di un altro “clone di Twitter”. Ha bisogno di piattaforme sostenibili e affidabili che riflettano i nostri valori. Noi, i firmatari, suggeriamo le seguenti azioni:

  • Istituire un comitato TEPs per definire i criteri di affidabilità in collaborazione con i media, gli inserzionisti, il settore tecnologico, i fondi di venture capital, i servizi pubblici e i responsabili politici. Verrà quindi creato un organismo indipendente preposto all’assegnazione di etichette di attribuzione. Ciò ricalcherà il modello delle agenzie di rating per le obbligazioni finanziarie, ma in forma molto più semplificata.
  • Sostegno politico: le conclusioni del Consiglio dell’UE e la relazione del Parlamento europeo sullo «Scudo per la democrazia» potrebbero segnalare l’impegno dei governi e dei deputati europei a favore di una strategia per le infrastrutture democratiche, che includa l’affidabilità e le radici europee
  • Studio di fattibilità: sebbene tutti disponiamo di piani aziendali, un’analisi condivisa delle prospettive di mercato e delle risorse necessarie per la scalabilità sarebbe di grande aiuto
  • Eventi e bootcamp: organizzare eventi collaborativi – come Eurosky live e Rebuild – in cui imprenditori, investitori ed esperti dei media sviluppino congiuntamente piattaforme europee, coniugando i valori dell’UE con l’innovazione tecnica e l’intelligenza artificiale

Ricostruire l’ecosistema digitale europeo

L’Europa ha costruito ecosistemi nei settori dell’aviazione, del cinema, delle telecomunicazioni e delle tecnologie pulite. Possiamo, e dobbiamo, fare lo stesso per la sfera pubblica digitale. Iniziative come Spotify e Mistral dimostrano cosa è possibile realizzare. Abbiamo la capacità di fare di più, e il mercato è pronto per piattaforme europee affidabili.

In qualità di piattaforme europee e associazioni di supporto, siamo pronti a guidare questa iniziativa. Ma abbiamo bisogno del vostro sostegno, che siate responsabili politici, imprenditori, investitori o cittadini, simile al sostegno che ricevono le piattaforme americane e cinesi.

Insieme, possiamo ricostruire l’ecosistema digitale europeo, su misura per le nostre esigenze e i nostri valori.

Il futuro della nostra democrazia dipende da questo.

[Firmatari confermati al 12 marzo (lista in continuo aggiornamento]

 

  1. Anna Zeiter, CEO, W Social
  2. Christos Floros, fondatore di Monnett
  3. Matthias Pfeffer, Direttore fondatore, Council for European Public Space, Promotore del progetto, See.EU
  4. Giacomo Mazzone, Segretario Generale Eurovisioni, Roma
  5. Sherif Elsayed-Ali, Co-responsabile, Eurosky
  6. Christophe Leclercq, Fondatore di Euractiv & Europe Médialab, promotore del ‘Club for TEPs’
  7. Johannes Meissener, Dr. Nele Meissner, cofondatori, Wedium
  8. Clare Melford, GDI, Global Disinformation Index (inserita nella lista nera degli Stati Uniti per il suo ruolo nella lotta alla disinformazione)
  9. Paul Nemitz, professore ospite di diritto al Collegio d’Europa
  10. Omri Preiss, CEO, Alliance4Europe