Criteri per la definizione di TEP nel settore dei media


Martedì 13 gennaio 2026 si è tenuta a Bruxelles la conferenza Stars 4 Media Day, dal titolo “Democracy infrastructures, European platforms” (Infrastrutture democratiche, piattaforme europee), a pochi metri dal Berlaymont.

Questo incontro, organizzato da Europe Media Lab e dai suoi partner con il patrocinio del Parlamento europeo, ha ripreso il testimone del vertice UE di Berlino del 19 novembre 2025 sulla sovranità digitale dell’Europa e ha concentrato la sua attenzione sul concetto di “TEP: Trusted European Platforms”[1] (piattaforme europee affidabili), che saranno uno degli strumenti principali della sovranità digitale europea. Si tratta di piattaforme che forniscono servizi su Internet destinati ai cittadini europei per offrire loro un’alternativa alle piattaforme attualmente per lo più non europee, che offrono servizi di ogni tipo: dalla messaggistica ai social media, dall’identificazione a livello paneuropeo ai servizi cloud garantiti.

Il vertice di Berlino, nelle sue conclusioni, ha chiesto all’unanimità alla Commissione europea di mettere in atto il più rapidamente possibile strumenti che consentano di sostenere progetti paneuropei di TEP nei settori più diversi, indicando già due progetti concreti che potrebbero servire da apripista: la piattaforma ARTE+ per la creazione di un’infrastruttura di distribuzione di contenuti europei di qualità (documentari per cominciare e poi film e fiction) e il progetto seeEU dell’associazione European Public Space, per la creazione di una piattaforma di scambio di contenuti affidabili e garantiti dai servizi pubblici europei.

La Commissione utilizzerà diversi programmi in corso o di prossima attuazione per fornire sostegno a queste iniziative. In particolare, molte delle iniziative saranno incluse nel piano di attuazione del programma “Democracy shield” che la Commissione dovrà presentare al Parlamento europeo nelle prossime settimane.

L’incontro di Bruxelles aveva lo scopo di iniziare a identificare quali potrebbero essere le “piattaforme affidabili” nei settori dei media e della comunicazione. Sono intervenuti diversi relatori delle istituzioni europee (Commissione, Consiglio e Parlamento), nonché rappresentanti dei potenziali partner economici. In particolare, i rappresentanti del settore pubblicitario hanno segnalato che l’attuale offerta di piattaforme “made in USA” non soddisfa tutte le esigenze degli inserzionisti, che al contrario spesso non amano vedere i propri prodotti associati ai discorsi di incitamento all’odio o agli attacchi personali che dominano i social network in questi giorni. Secondo le stime dell’IAB (International Advertising Bureau), nel 2024 sono stati spesi 47 miliardi di euro sulle piattaforme internet in Europa, la maggior parte delle quali non appartiene all’UE. E che gran parte di questo investimento degli inserzionisti potrebbe orientarsi verso un’offerta di social media conforme ai valori fondamentali dell’Europa.

La Commissione Europea, rappresentata dalla DG Connect e dalla DG Giustizia, ha confermato la sua volontà di sostenere il lancio delle TEP europee nel settore dei media, poiché si tratta di un anello indispensabile della sovranità europea nel settore digitale, che va di pari passo con i “cloud” europei, con l’obbligo di ospitare i dati in Europa, da parte di aziende che non sono soggette alle legislazioni di altri paesi.

Il rappresentante dell’UER (Unione Europea di Radiotelevisione) ha annunciato che tutte le emittenti europee hanno già messo in atto strumenti molto efficaci che possono facilmente diventare la base dei futuri TEP. Ad esempio, con il progetto “Perspectives” che ha raccolto 4 milioni di ore di notizie prodotte dai servizi pubblici europei e che garantisce una banca dati affidabile e sicura. Queste notizie sono consultabili online nelle 23 lingue dell’Unione Europea con traduttori automatici, il cui lavoro viene sempre verificato prima della diffusione da un giornalista professionista in carne e ossa. Ma i servizi pubblici europei sono andati ancora oltre, con il progetto “Neo”, che ha alimentato un sistema di intelligenza artificiale con questa banca dati e che ora può quindi fungere da strumento di intelligenza artificiale alimentato da fonti affidabili e in grado di rispondere a tutte le domande o elaborare testi o concetti riguardanti l’attualità mondiale degli ultimi anni, in qualsiasi lingua dell’Unione Europea. Progetti che si presterebbero perfettamente a diventare la base dei futuri TEP…

I rappresentanti di Eurosky e delle start-up europee attive nel settore del software e dell’intelligenza artificiale hanno sottolineato come esista un tessuto diffuso di imprese, start-up, centri di ricerca e professionisti in Europa che lavorano con software open-source e che hanno un approccio completamente diverso rispetto al gigantismo americano, vedendo nella decentralizzazione e nella localizzazione alternative valide per l’Europa. Alla conferenza mancavano invece le grandi aziende europee, come Airbus, Eutelsat, Leonardo, ecc., quelle che lavorano sul “dual-use”, ovvero le tecnologie che possono essere applicate sia all’uso militare che a quello civile.

Nelle conclusioni della conferenza c’è stato un appello alle istituzioni europee affinché sostengano pienamente i TEP e istituiscano un gruppo di esperti che possa effettuare uno studio di fattibilità e stabilire i criteri che dovrebbero caratterizzare i TEP. I partecipanti alla conferenza hanno anche espresso il desiderio che i potenziali progetti TEPS possano coordinarsi immediatamente per stimolare la Commissione e il Parlamento e per discutere le possibili sinergie.

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Al termine della conferenza, la questione rimasta in sospeso è stata quella di trovare una definizione condivisa di cosa sia un TEP. Nel pomeriggio si è tenuto un workshop di discussione a porte chiuse. È stato raggiunto un consenso su una serie di criteri distintivi che tutti i futuri TEP dei media dovrebbero rispettare.

Ecco le conclusioni di questo lavoro

Criteri per la definizione di TEP nel settore dei media:

REQUISITI ETICI:

–    Nessun anonimato, accesso solo tramite portafoglio UE, tolleranza zero nei confronti degli account falsi

–    Fiducia

o    Utilizzo esclusivo di materiale proveniente da fonti affidabili , firmato digitalmente

o    Protezione dei dati , rispetto della privacy, sovranità dei dati

o    Responsabilità (responsabilità sociale)

o          Moderazione attiva dei contenuti al fine di garantire che i contenuti e le comunicazioni non violino la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo

o    Rispetto dei limiti di età per accedere ai servizi delle piattaforme

o    Contenuti e servizi rispettosi dell’età degli utenti

–    Contrasto ai contenuti e alle comunicazioni che non si basano su prove scientifiche

–    Dare priorità, visibilità e rilevanza alle notizie e ai contenuti prodotti da marchi affidabili

REQUISITI ECONOMICI E DI MERCATO:

–    Gratuità del servizio di base al fine di competere con le piattaforme extra UE esistenti

–    Pubblicità rispettosa delle norme UE. Nessuna pubblicità comportamentale; norme restrittive per la pubblicità politica e la comunicazione politica …

–    Commercializzazione dei dati solo in forma anonima

–    Servizi innovativi (agenti basati sull’intelligenza artificiale, nuovi servizi da utilizzare come sandbox per le start-up con sede nell’UE)

–    Portabilità dei dati tra le varie piattaforme (simile a quanto avviene con la portabilità dei numeri nelle telecomunicazioni)

– Neutralità linguistica (domande e risposte, nonché contenuti, disponibili in tutte le lingue dell’UE)

– Piattaforme esistenti su cui possiamo costruire

– Algoritmo di servizio pubblico (come quello realizzato da Tik Tok in Cina)

– Proprietà con sede nell’UE (compresa la golden share contro le acquisizioni per le start-up che ricevono fondi UE o nazionali)

– Rispetto delle norme di governance europee

[1] Per una definizione di TEP leggere https://tepsa.eu/wp-content/uploads/2025/09/Editorial-September-2025.pdf